Breve storia del Marocco

Preistoria
Le prime tracce umane in Marocco sono antichissime. Nel Neolitico, quando il sud era ancora una savana e non un deserto, la regione era abitata da popoli di cacciatori e pastori, che svilupparono agricoltura, allevamento e i primi villaggi.
Antichità
I Fenici fondarono scali commerciali sulla costa nel I millennio a.C., seguiti dai Cartaginesi. In quell’epoca nacquero i primi regni berberi, come quello di Mauretania. Roma annesse la regione nel 40 d.C. e la divise in Mauretania Tingitana, con città come Tingis (Tangeri), Lixus (Larache) e Volubilis, e Mauretania Caesariensis, più a est. Il termine “berbero” deriva dal greco e latino barbarus, “straniero”; i berberi chiamano se stessi Imazighen, “uomini liberi”.
Medioevo
Con l’arrivo dell’Islam, nel VII–VIII secolo, la regione si islamizzò. Idris I fondò la dinastia idriside e suo figlio Idris II sviluppò Fes. Seguirono grandi dinastie berbere: gli Almoravidi (XI secolo), che fondarono Marrakech e governarono dal Sahara ad al-Andalus; gli Almohadi (XII secolo), con un impero dal Maghreb all’Andalusia; i Merinidi (XIII–XV secolo), con capitale Fes, e poi i Wattasidi.
Età moderna
Dal XV secolo Portogallo e Spagna occuparono diverse città costiere, e il Marocco accolse musulmani ed ebrei espulsi dalla penisola iberica. Nel XVI secolo i Saadiani, originari della valle del Draa, riunificarono il paese; il loro sultano più celebre fu Ahmed al-Mansur. Nel XVII secolo prese il potere la dinastia alawide, originaria del Tafilalet, che regna ancora oggi.
XX e XXI secolo
Nel 1912 il Marocco divenne un protettorato francese, con una zona spagnola al nord (capitale Tetouan) e la zona internazionale di Tangeri. Negli anni Venti la guerra del Rif, guidata da Abdelkrim el-Khattabi, si concluse dopo lo sbarco di Al Hoceima (1925). Il sultano Mohammed V sostenne il movimento nazionalista, fu esiliato nel 1953 e tornò nel 1955: il Marocco ottenne l’indipendenza nel 1956. Gli successe nel 1961 il figlio Hassan II, sotto il cui regno avvenne la Marcia Verde del 1975 verso il Sahara Occidentale, il cui status è ancora oggetto di un processo delle Nazioni Unite. Dal 1999 regna Mohammed VI, che ha avviato riforme come il nuovo codice di famiglia (2004) e la Costituzione del 2011.
Consigli per viaggiare in Marocco

- Moneta: il dirham (MAD) si cambia solo in Marocco; un euro vale circa 10–11 dirham. Si cambia in aeroporto, banche e uffici di cambio.
- Pagamenti: carte accettate in molti hotel e ristoranti, bancomat diffusi, ma porta sempre un po’ di contanti.
- Abbigliamento: non ci sono regole imposte, ma un abbigliamento sobrio è apprezzato, soprattutto nelle medine e nei luoghi religiosi.
- Contrattare: è normale nei souk; impara a distinguere l’artigianato dagli oggetti industriali.
- Trasporti: treni e autobus moderni collegano le città; i taxi sono molto usati (accordati sul prezzo o chiedi il tassametro).
- Medine: molte zone non sono accessibili in auto ed è facile perdersi; chiedi indicazioni al tuo riad se rientri la sera.
- Riad: dormire in un riad, una casa tradizionale con patio centrale, è un’esperienza da non perdere.
- Guide: le guide ufficiali hanno una licenza; nelle medine una guida fa risparmiare tempo.
- Clima: in estate si superano i 40 gradi nel sud; il resto dell’anno porta qualcosa di caldo per le notti nel deserto, sull’Atlante e sulla costa.
- Acqua: bevi acqua in bottiglia.
- Documenti: verifica i requisiti in base alla tua nazionalità (leggi la nostra guida al visto).
La cultura amazigh (berbera)

Gli Amazigh sono un insieme di popoli che condividono lingue comuni, il tamazight. In Marocco vivono soprattutto nel Rif, sull’Atlante e nel sud sahariano. La loro cultura, precedente all’arrivo dei Romani e degli Arabi, ha conservato per secoli la propria identità: villaggi, artigianato, musica e valori di ospitalità che si possono ancora vivere da vicino, anche presso le famiglie nomadi del deserto. Le lingue degli antichi abitanti delle Canarie erano imparentate con il berbero.
Figura leggendaria della storia amazigh è la regina Kahina, che nel VII secolo guidò la resistenza alla conquista araba. Oggi il tamazight è lingua ufficiale del Marocco accanto all’arabo.
Gli Amazigh sono famosi per l’artigianato: tappeti e kilim, gioielli in argento, ceramiche. Anche piatti come il tajine e il couscous hanno radici berbere.
Come direbbe un berbero accogliendoti in casa: Marhaba, benvenuti!
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Maggiori informazioni su Marocco su Wikipedia.
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